TERZO INCONTRO NAZIONALE DEL MOVIMENTO DELLE VITTIME
INVITO AL TERZO INCONTRO NAZIONALE DEL MOVIMENTO DELLE VITTIME DEI CRIMINI DI LESA UMANITÀ, GENOCIDIO E GRAVI VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI
7, 8 e 9 luglio 2006
Bogotá
Nel giugno del 2005, più di 800 delegati e delegate e 204 organizzazioni locali hanno deciso di formare il Movimento delle Vittime dei Crimini di Stato. Questa vasta rete di persone e comunità colpite dall'azione criminale del potere statale e dalla sua strategia paramilitare, si è consolidata come espressione organizzata di lotta per i diritti e la memoria, la verità, la giustizia e la riparazione integrale.
Così come il Movimento delle Vittime ha più volte reiterato, è sempre più chiaro che il processo con i paramilitari non conduce al superamento del conflitto, né alla riconciliazione nazionale. I livelli di paramilitarizzazione dello Stato e della società fanno sì che vengano lanciate accuse incrociate di corruzione e favoritismo elettorale per i paramilitari tra le stesse elites del paese; le stesse che nel passato hanno appoggiato la combinazione dell'azione repressiva dello Stato e la strategia di armare civili per la guerra irregolare. Nonostaten queste denunce, la maggior parte dei candidati del paramilitarismo sono rimasti nelle liste uribiste ed in quelle del partito liberale e del partito conservatore. Nonostate si faccia il possibile per occultare gli ingranaggi del macchinario che punta alla rielezione del candidato-presidente, le sue tenebrose origini continuano ad essere sotto gli occhi di tutti.
Allo stesso tempo la paramilitarizzazione dello Stato e della società trascende il campo delle alleanze elettorali. Rimangono intatti i nessi tra i gruppi parastatali e gli agenti della Forza Pubblica; aumenta l'infiltrazione nelle strutture di “intelligence” dello Stato e del Potere Giuridico, così come i vincoli tra paramlitari ed organizzazioni economiche, imprese nazionali e transnazionali. Il rafforzarsi di questo potere mafioso in Colombia – sotto le politiche di “lotta al terrorismo” e “sicurezza democratica” – è una minaccia non solo per le forze sociali che vogliono una trasformazione del paese ed ha come fine anche il tentativo di impedire il cambiamento politico che sta avvenendo nei paesi vicini e fratelli.
I preparativi per l'applicazione della “legge di impunità 975/05” pretendono legittimare la subordinazione delle istituzioni e dei territori a questo nuovo potere mafioso. Il decreto di regolamentazione della norma, recentemene emanato dal Governo, complementa i meccanismi di impunità con un ampia amnistia per i prestanome dei capi paramilitari e segnala che nel caso in cui questi ultimi “non posseggano i mezzi per riparare alle vittime” potranno risarcirle attraverso “atti simbolici”. In questo modo si garantisce che le terre ed i territori ottenuti fraudolentemente continuino a rimanere in mano di coloro i quali hanno ordinato il desplazamiento di comunità contadine, indigene ed afrodiscendenti. In realtà con il modello di riconciliazione e regolamentazione proposto dalla legge, si pretende mascherare la dominazione territoriale ed il controllo sociale con progetti che dovrebbero avere come fine la “convivenza armonica” delle comunità aggredite con i loro aggressori. I gruppi paramilitari non si sono smobilitati e continuano a commettere massacri, crimini selettivi e “desaparecidos”.
La Commissione Nazionale di Riparazione e Riconciliazione, come gli altri meccanismi creati dalla legge, non è un organismo indipendente e le sue funzioni retoriche contrastano con il processo di degradazione della situazione di milioni di vittime in tutto il paese. La Commissione è stata conformata alle spalle delle organizzazioni che rappresentano popolazioni di desplazados, familiari dei desaparecidos e movimenti sociali perseguitati. Nonostante questo nuovo tentativo per soppiantare la rappresentanza democratica delle vittime e per imporre a queste ultime una falsa riconciliazione, le comunità aggredite continuano ad organizzarsi e ad esigeri i propri diritti.
Il Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato invita al Terzo Incontro Nazionale delle Vittime dei Crimini di Lesa Umanità, Genocidio e Gravi Violazioni dei Diritti Umani in data 7, 8 e 9 luglio 2006, nella città di Bogotá. In questa riunione nazionale, i familiari delle vittime del terrorismo statale, i sopravvissuti dei gruppi politici e dei movimenti sociali vittime di genocidio, i rappresentanti delle comunità afrodiscendenti, contadine ed indigene in resistenza, i delegati dei desplazados e degli esiliati per la violenza politica, adotteranno le nuove linee di azione tendenti al rafforzamento del Movimento e delle sue relazioni con esperienze di lotta conto l'impunità in America Latina. L'Incontro adotterà anche le direttrici per continuare nella lotta per la verità, la giustizia e la riparazione integrale; per la soluzione negoziata del conflitto politico, sociale ed armato e per la democratizzazione del paese
Conto i crimini del terrorismo di Stato: verità, giustizia e riparazione integrale per le vittime!
Comitato Nazionale d'Appoggio
Movimento delle Vittime dei Crimini di Stato
Traduzione italiana a cura di Ass. Ya Basta!


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