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Movimiento de víctimas de crímenes de estado en Colombia

Atto di Costituzione del Movimento Nazionale delle Vittime

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Atto di Costituzione del Movimento Nazionale delle Vittime
Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Lesa Umanità e Violazioni dei Diritti Umani

Oggi sabato 25 giugno 2005, nella città di Bogota, più di 800 delegati che hanno assistito al II° Incontro Nazionale delle Vittime dei Crimini di Lesa Umanità, vilazioni gravi dei diritti umani e Genocidio, hanno preso la decisione di creare il Movimento delle Vittime dei Crimini di Stato come un'espressione dell'AFFERMAZIONE DEL DIRITTO ALLA VERITA' AUTENTICA, ALLA GIUSTIZIA ED ALLA RIPARAZIONE INTEGRALE.

Il movimento nasce in mezzo alla paramilitarizzazione del paese, constata da organismi internazionali e nazionali dei diritti umani, dinamica che tra i suoi ultimi segnali ha prodotto la legge di impunità mal chiamata come di Giustizia e Pace, che legalizza l'illegalità e lassunzione pubblica del potere, da parte di criminali e delle strategie armate dello Stato.

Il movimento nasce in mezzo alla militarizzazione territoriale e quotidiana a causa della politica di sicurezza. Sottolinea la responsabilità dello Stato colombiano e di coloro che finanziano, appoggiano, traggono benificio e promuovono i gravi danni irreparabili che la guerra ha generato a milioni di colombiani. Il rafforzamento degli apparati militari e lo sviluppo di piani e strategie come il Plan Colombia ed il Plan Patriota, accanto al trattamento militare e poliziesco delle manifestazioni popolari e di tutte le espressioni di resistenza civile e la giudizializzazione sono segni dell'impossibilità della costruzione della pace e della democrazia. L'intervento straniero ed altri mezzi acutizzano il confronto militare interno a danno delle vite di migliaia di innocenti, cosa che rifiutiamo eticamente e politicamente.

Il movimento constata che le cause reali della guerra sono radicate negli interessi economici di capitali nazionali e transnazionali, da accordi economici iniqui e che producono sfruttamento come il TLC e l'ALCA, da progetti agroindustriali, da infrastrutture e sfruttamento delle risorse delle comunità. Interessi protetti e conquistati, in molti casi, attraverso strategie paramilitari.

I. Identità del movimento:

Del movimento fanno parte donne e uomini, comunità di diversa origine etnica, culturale e generazionale, organizzazioni sociali e politiche che hanno vissutto l'impatto della violenza generata dallo Stato colombiano, attraverso violazioni massive e sistematiche dei loro diritti fondamentali individuali e collettivi, politici, economici, sociali, culturali, la distruzione dei progetti di vita, delle reti comunitarie, la distruzione ambientale e l'appropriazione dei territori, perpetrata dalle strutture armate statali con la loro strategia regolare ed irregolare attraverso la strategia paramilitare.

In questo modo il movimento riunisce:

1.Vittime dei crimini di Lesa Umanità, pratiche sistematiche, generalizzate di tortura ed altri trattamenti crudeli, disumani e degradanti, sparizioni forzate, assassinii selttivi, massacri, violazioni, espulsioni e deportazioni forzate, detenzioni arbitrarie, incarceramenti per motivi politici e di opinione, persecuzioni politiche, estradizioni, esili, confisca perpetrata dallo Stato o da strutture armate costituite da questo e che feriscono la coscienza dell'umanità.

2.Vittime di crimini di guerra commessi dallo Stato, pratiche di persecuzione, tortura, sparizione forzata, assassinii, bombardamenti, sfollamenti o deportazioni illegali di popolazione civile; morti o trattamenti inumani in relazione ai prigionieri di guerra, saccheggio di beni pubblici, distruzione di beni civili in operazioni militari, trattamenti crudeli, disumani e degradanti.

3.Vittime di Genocidio di carattere politico ed etnico, pratiche di persecuzione sistematica e pianificata di sterminio di un gruppo umano per ragioni etniche o politiche.

4.Organizzazioni di sopravvissuti a questi crimini, familiari delle vittime di questi crimini, organizzazioni sociali, politiche e giuridiche che sono state vittime sia all'interno che all'esterno del paese, affermano il loro diritto alla chiarezza, alla memoria, alla Verità, alla Giustizia ed alla Riparazione.

1.Organizzazioni che accompagnano le Vittime di violazioni di diritti politici, sociali, economici, sociali, culturali ed ambientali

II. Come movimento proponiamo:

●Agire per una trasformazione sociale e storica pianificando e costruendo alternative contro l'impunità dei Crimini contro l'Umanità, il Genocidio e le Violazioni dei Diritti Umani perpetrati dallo Stato attraverso le sue strutture militari e paramilitari, i suoi modelli repressivi, le sue leggi arbitrarie ed in generale di tutte le espressioni del terrorismo statale.

●Lavorare perché i diritti delle vittime alla verità, alla giustizia ed alla riparazione, siano rispettati e realizzati pienamente come condizione di una pace duratura e di una autentica democrazia.

●Sostenere in giudizio i movimenti, i partiti politici, perché possano esercitare la propria opposizione politica con piene garanzie come condizione base di una democrazia reale.

●Svelare strategie, meccanismi, metodi e tecniche sviluppati dallo Stato che pretendono perpetrare l'impunità politica, giuridica e sociale con leggi, politiche pubbliche che legalizzano il paramilitarismo, l'esproprio di terre e territori ed il riciclaggio dei fondi del narcotraffico.

●Esigere lo smontaggio di tutte le strutture di guerra, cercare una soluzione politica negoziata al conflitto sociale ed armato del paese e la sottoscrizione dei accordi umanitari che diminuiscano l'impatto del conflitto armato contro la popolazione.

●Animare l'unità delle organizzazioni delle vittime intorno allo sviluppo di azioni politiche, giuridiche, sociali, economiche, culturali e di recupero della memoria contro l'impunità di crimini sotto la reposnsabilità dello Stato.

●Esigere come diritto dei cittadini dai proprietari, direttori e giornalisti dei mezzi di comunicazione di massa che cessino la manipolazione, la tergiversazione che legittima il terrore statale, istituzionalizza il paramilitarismo ed avalla i suoi rappresentanti nei poteri pubblici.

●Domandare giustizia integrale, perché si indaghi, si chiarisca, si giudichi e sanzioni gli autori materiali ed intellettuali che a causa delle loro azioni ed omissioni hanno finanziato ed hanno tratto beneficio dei crimini. Si esige per questo la creazione di un nuovo apparato di giustizia autonomo ed indipendente.

●Costituire una commissione di chiarificazione completa e storica dei crimini che documenti ed indaghi tutti gli atti di violenza politica a partire dal 1945.

●Esigere il riconoscimento individuale e collettivo del diritto alla verità storica, che renda dignità al nome delle vittime ed alle loro storie di vita a livello politico, sociale, morale, materiale e familiare.

●Restituire dignità alle vittime attraverso azioni giuridiche nazionali ed internazionali a corto, medio e lungo periodo per l'ottenimento della Verità, della Giustizia e della Riparazione Integrale. Sul piano nazionale si ricorrerà tramite la giustizia penale o civile, il regime disciplinare o la giustizia costituzionale, l'azione di tutela o ricorrendo alla Corte Costituzionale. Sul piano internazionale ed i comitati convenzionali dell'ONU, il movimento ricorrerà nuovamente a tutti i sistemi di protezione dei diritti umani esistenti ed ai tribunali penali, specialmente alla Corte Interamericana dei Diritti Umani dell'Organizzazione degli Stati Americani, alla Corte Penale Internazionale per quanto riguarda la giurisdizione universale.

●Obiettare e disobbedire alla legge di impunità o mal chiamata legge di giustizia e pace ed a qualsiasi disposizione o norma legale, amministrativa, politica che propizi il perdono e l'oblio.

●Sviluppare proposte di affermazione della verità, della giustizia e della Riparazione Integrale attraverso proposte extra-giudiziali, in pratiche di memoria, di sanzione morale e pubblica.

III. Membri ed organizzazioni che formano il movimento:

Il movimento mantiene spazi locali, regionali e nazionali che coordinano le sue azioni ed i suoi piani. Su questa istanza convergono iniziative già esistenti e quelle approvate in questo Secondo Incontro, ad esse possono inegrarsi persone organizzate che si identifichino con questi principi.

Traduzione a cura dell'Associazione Ya Basta! Italia